Un progetto che trasforma fragilità in opportunità
Da oltre vent’anni Diaphorà rappresenta nel territorio pontino un punto di riferimento nel sostegno alle persone con disabilità e alle loro famiglie, lavorando ogni giorno per costruire percorsi di autonomia reale. Nel tempo, però, il lavoro educativo e sociale si è trovato davanti a un limite inevitabile: senza l’accesso al mondo del lavoro, l’autonomia rischia di restare un obiettivo incompiuto. È proprio da questa consapevolezza — e dalla volontà di affrontare in modo strutturale il tema dell’inserimento lavorativo — che nasce Etikey, un progetto condiviso tra Diaphorà e Centro Donna Lilith, storica realtà impegnata nel supporto alle donne vittime di violenza. Dall’incontro tra queste due esperienze nasce una delle prime Imprese Sociali di questo tipo in Italia, un modello innovativo che non si limita a offrire laboratori o percorsi formativi, ma crea lavoro vero. Etikey è infatti pensata per generare opportunità occupazionali concrete sia per i ragazzi e le ragazze di Diaphorà sia per le donne seguite da Centro Donna Lilith e Casa Rifugio Emily, in un contesto professionale che riconosce competenze, responsabilità e dignità. Il progetto, ambizioso fin dalla sua costituzione — al punto che il notaio ha dovuto affrontare una normativa ancora poco esplorata a livello nazionale — sta già producendo risultati importanti: prime assunzioni, protocolli d’intesa con aziende sensibili e realtà culturali del territorio, collaborazioni con istituzioni locali. È una risposta nuova e necessaria a bisogni profondi: per i ragazzi con disabilità, la possibilità di un futuro autonomo; per molte donne, il presupposto essenziale per poter ricostruire la propria vita lontano dalla violenza. Per comprendere l’evoluzione di questo percorso e i progetti già avviati e futuri, abbiamo incontrato Francesca Pierleoni, presidente di Etikey e referente delle attività dell’Impresa Sociale.
Etikey nasce all’interno dell’esperienza di Diaphorà. In che modo questa nuova realtà rappresenta una continuità e in cosa invece segna un passo avanti?
La nascita di Etikey non va vista affatto come una rottura, ma, al contrario, come una naturale e necessaria evoluzione dell’esperienza ventennale che abbiamo maturato in Diaphorà. La continuità risiede integralmente nel nostro immutato valore etico e nella nostra missione di inclusione. Manteniamo saldo il focus storico di Diaphorà sull’accompagnamento e lo sviluppo delle persone con disabilità e, grazie alla sinergia con Centro Donna Lilith, aggiungiamo una nuova e fondamentale attenzione per le donne in temporanea difficoltà. Il nostro obiettivo centrale resta lo stesso: raggiungere la massima autonomia di vita per tutti i soggetti coinvolti. Il vero passo avanti, il nostro salto di qualità, è dato dal cambiamento di strumento. Siamo passati dal modello di Associazione di Promozione Sociale (APS), storicamente focalizzata su laboratori e attività socio-educative, a quello di Impresa Sociale. Questa trasformazione ci permette di generare non solo formazione e assistenza, ma lavoro vero e proprio. Il lavoro è lo strumento definitivo per l’inclusione, perché crea non solo uno stipendio ma soprattutto reddito, dignità, responsabilità e un’autonomia sociale che non è più solo assistita o temporanea, ma finalmente guadagnata e sostenibile nel tempo.
Cosa significa, concretamente, per i ragazzi e le loro famiglie avere un’opportunità come Etikey? Ha un ricordo o un episodio che descrive bene questo cambiamento?
Per i ragazzi e per le loro famiglie, Etikey non è semplicemente un’opportunità di lavoro, ma rappresenta la risposta definitiva alla domanda che li assilla da anni: “E dopo di noi, cosa succede?”. Il significato è profondamente concreto: per i ragazzi, avere un contratto, uno stipendio, dei colleghi e dei compiti precisi significa compiere il fondamentale passaggio da “utente di un servizio” a “lavoratore”. Significa assumere un ruolo attivo nella società, uscire dalla logica assistenziale e costruire un futuro economico indipendente, elemento chiave per l’autodeterminazione. Per le famiglie, tutto questo si traduce in un immenso sollievo e in un nuovo orgoglio: vedere il proprio figlio o figlia non più solo come una persona da accudire, ma come un individuo produttivo e responsabile alleggerisce enormemente il peso dell’incertezza futura, trasformando l’ansia per il domani in un sincero orgoglio per il presente. Tra i tanti episodi, ricordo con emozione quello di Alessandro, 42 anni. Dopo aver ricevuto il suo primo stipendio, ha chiesto ai genitori di poter portare la fidanzata a pranzo fuori e fare una passeggiata proprio nel luogo in cui aveva iniziato a lavorare grazie a noi. I genitori sono venuti poco dopo a trovarmi e mi hanno mostrato le foto scattate dai due durante quel pranzo. Mi hanno raccontato di aver visto un cambiamento radicale nel comportamento e, soprattutto, negli occhi di Alessandro: non più il ragazzo che si aspettava assistenza, ma un uomo in grado di provvedere, offrire, progettare. Il suo stipendio era diventato un veicolo di autonomia affettiva e sociale. In quel gesto – pagare un pranzo e voler mostrare il proprio luogo di lavoro – c’era tutta l’essenza di Etikey: la dignità del merito che diventa libertà di scelta e capacità di costruire relazioni.
Come si svolge il lavoro quotidiano? In che modo costruite autonomia, competenze e senso di responsabilità nelle persone inserite?
Il nostro lavoro quotidiano in Etikey è strutturato per essere il più possibile simile a quello di una vera azienda for-profit, sebbene con un’attenzione metodologica costante e rigorosa all’inclusione. La nostra specificità sta nel metodo, articolato in fasi precise per favorire l’inserimento lavorativo di persone con disabilità e donne in temporanea difficoltà dovute a violenze subite.
1. Avvio e Personalizzazione (Accoglienza e Valutazione): ogni percorso è individuale. Iniziamo con colloqui approfonditi per identificare competenze, aspirazioni e necessità, definendo un percorso personalizzato.
2. Formazione e Potenziamento (Empowerment): qui avviene il potenziamento delle abilità. Forniamo corsi professionali su misura in ambiti richiesti dal mercato (informatica, amministrazione, assistenza clienti) e lavoriamo parallelamente sulle soft skills.
3. Responsabilizzazione Graduale (Inserimento e Tutoraggio): l’autonomia si costruisce attraverso la responsabilizzazione sul campo, spesso partendo con stage e tirocini retribuiti. Ogni persona è affiancata da tutor aziendali e consulenti del progetto. L’approccio è quello del Training on the Job; man mano che la persona si consolida, il supporto si riduce lasciando spazio all’auto-organizzazione (come la gestione autonoma della timbratura e dei compiti).
4. Senso di Responsabilità: il pilastro di tutto. Viene costruito assegnando compiti reali con conseguenze reali. Se si verifica un errore, lo si affronta come occasione di apprendimento, non come qualcosa da nascondere. È un approccio fondato sulla fiducia e sulla valorizzazione del contributo individuale al risultato di squadra. Siamo convinti che solo il lavoro, che riconosce e remunera le abilità, possa restituire la dignità e l’autonomia necessarie per ricostruire la propria vita.
Quali sono le principali difficoltà nel portare avanti un’impresa sociale di questo tipo? E cosa aiuterebbe davvero a fare un salto di qualità?
Le sfide che affrontiamo quotidianamente sono spesso un difficile mix di limiti strutturali tipici del Terzo Settore e di persistenti barriere culturali. La prima difficoltà è la sostenibilità economica: dobbiamo competere sul mercato come qualsiasi azienda, ma le imprese sociali sono ancora percepite da molti come realtà con servizi inferiori o, peggio, come enti da sostenere per “carità” e non per il loro reale valore. Il nostro compito è dimostrare ogni giorno che i servizi di Etikey sono non solo etici, ma anche professionali ed efficienti, e a costi di mercato. A questo si aggiunge la necessità di superare stereotipi ancora forti nel mondo produttivo: assumere una persona fragile non è un costo sociale, ma una risorsa produttiva e un valore aggiunto concreto per l’azienda. Per un vero salto di qualità chiediamo un cambio di prospettiva istituzionale. Non chiediamo elemosina, ma il riconoscimento del valore sociale aggiunto: è fondamentale che, a parità di offerta e qualità, le normative – soprattutto negli appalti pubblici – prevedano un punteggio aggiuntivo concreto per chi crea lavoro per persone svantaggiate. Servirebbero inoltre incentivi strutturali, non solo temporanei, per semplificare e stabilizzare le assunzioni nell’Impresa Sociale. E infine, il salto di qualità passerebbe attraverso partnership strategiche durature con la GDO e le grandi aziende, che garantirebbero volumi costanti e filiere realmente inclusive — e su questo stiamo lavorando.
Qual è il traguardo del 2025 di cui andate più orgogliosi?
Il 2025 è stato l’anno in cui la nostra visione si è concretizzata in una struttura stabile, e il traguardo di cui andiamo più orgogliosi è senza dubbio la costituzione effettiva di Etikey come Impresa Sociale. Non è solo un atto burocratico, ma il coronamento della nostra strategia. Da questo passaggio sono arrivati risultati immediati: la firma di diversi protocolli d’intesa con realtà importanti del territorio, che hanno consolidato una rete di collaborazione fondamentale. Ma il risultato più significativo è l’impatto occupazionale: abbiamo assunto direttamente tre persone e, attraverso la rete, supportato l’inserimento indiretto di circa venti persone. Un traguardo che non rappresenta un punto d’arrivo, ma un trampolino verso ciò che vogliamo costruire: inclusione, dignità e autonomia economica.
Come risponde il territorio? Aziende, commercianti, istituzioni e cittadini stanno comprendendo il valore sociale di un’impresa come la vostra? Ci sono collaborazioni significative?
La risposta del territorio è molto incoraggiante e sta maturando rapidamente. La comprensione del valore sociale di Etikey si sta traducendo in azioni concrete. Aziende e Commercianti stanno riconoscendo sempre più che assumere attraverso Etikey non è un atto di beneficenza, ma una partnership di valore reciproco. Abbiamo avviato collaborazioni significative, sancite da protocolli d’intesa. Tra questi, Eurpack Giustini Sacchetti Srl, che ha aperto le porte a donne e persone con disabilità offrendo un contratto di lavoro; la Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta, che ha assunto un giovane selezionato tramite il nostro progetto; e la Casa Editrice Tunué, che ci ha sostenuto sin dall’inizio inserendo una donna in temporanea difficoltà a seguito di violenze subite. Siamo inoltre entusiasti dell’ultimo protocollo firmato con la nuova proprietà del Caffè Poeta Bistrot Letterario, prossima apertura nel cuore di Latina: grazie al nostro progetto, il Caffè Poeta inserirà due persone con disabilità e una donna in temporanea difficoltà, dimostrando che integrazione e responsabilità sociale possono partire anche dal mondo della ristorazione e della cultura. Le Istituzioni stanno formalizzando il loro sostegno: il Comune di Cisterna di Latina ha approvato un protocollo d’intesa con Etikey, confermando il ruolo del lavoro come strumento di libertà e riscatto. La presenza del Sindaco e dell’Assessora ai Servizi Sociali ai nostri eventi pubblici testimonia un sostegno politico concreto. Infine, cittadini e associazioni partecipano attivamente ai nostri eventi di sensibilizzazione, e la risonanza sui giornali locali rafforza una consapevolezza collettiva: Etikey sta diventando un motore di cambiamento sociale.
Quali sono i progetti e gli obiettivi per il 2026?
Il 2026 sarà per Etikey l’anno del consolidamento dei contratti e dell’espansione su nuovi fronti. Per sostenere questa crescita è fondamentale disporre di fondi che coprano le attività di formazione e il supporto metodologico che forniamo prima dell’inserimento in azienda per le persone pronte ad accedere al mercato del lavoro. È una fase critica che richiede risorse stabili. Per chi non è ancora pronto al mercato, o ha bisogno di un ambiente protetto, il nostro progetto di punta è “L’Arte del Riscatto”: un laboratorio protetto e accogliente che offre a giovani con disabilità e a donne in uscita dalla violenza la possibilità di esprimere la propria creatività attraverso l’artigianato, trasformando la vulnerabilità in forza. Accanto a questo, abbiamo tre obiettivi strategici fondamentali:
1. Sensibilizzazione: intensificare le attività rivolte ad aziende e cittadini sul valore etico, sociale ed economico del lavoro per persone svantaggiate.
2.Programma “Oltre il Contratto”: formalizzare un percorso per accompagnare i lavoratori più autonomi verso aziende for-profit del territorio, trasformando Etikey in un vero trampolino di lancio.
3.Replicabilità del Modello: documentare e formalizzare il nostro metodo in modo rigoroso per renderlo replicabile in altre province o regioni, in partnership con realtà che condividono la nostra visione, ampliando così l’impatto positivo a livello nazionale.
Ilaria Ferri
Etikey Impresa Sociale
LATINA – Viale Pierluigi Nervi – c/o Latina Fiori – Torre 5 Gigli Scala B piano 4
Telefono: 338.4004423
Email: Lavoraconnoi@etikey-impresasociale.it
Sito web: etikey-impresasociale.it

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