Intervista alla Presidente Michela Verga
Qual è la mission di Unicef nei conflitti attualmente in corso nel mondo, con particolare attenzione a quello israelo-palestinese e a quello russo-ucraino?
Per quanto riguarda il primo, dopo 700 giorni di conflitto i 400 operatori Unicef sul campo ci parlano di 64.000 bambini uccisi, feriti o mutilati: di questi, 1000 appena nati. E non sappiamo quanti siano ancora sotto le macerie: il numero potrebbe essere molto più alto. Un unicum, dopo la seconda guerra mondiale, per la velocità e la pesantezza in cui sono avvenute tutte queste morti, senza contare la carestia che si sta diffondendo ulteriormente nelle zone a sud, oltre ad una malnutrizione drammatica. Ma i decessi continuano anche in queste ore e, in questo momento, nessun luogo è sicuro. Nella Striscia di Gaza la crisi nutrizionale ha raggiunto livelli catastrofici. Tutta la popolazione infantile con meno di 5 anni – oltre 320.000 bambini – è a rischio malnutrizione acuta. Soltanto a luglio 13.000 bambini hanno ricevuto la diagnosi di malnutrizione acuta, il tasso più alto mai raggiunto in un solo mese, con un incremento del 500% rispetto all’inizio dell’anno. In Ucraina, invece, dopo ormai 3 anni e mezzo dall’invasione, la vita di 3,2 milioni di bambini è sempre più a rischio, intrappolati o sfollati nel paese, in fuga o rifugiati in quelli di arrivo. Vittime di violenze e distruzioni, traumi, sfollamento e gravi perdite, sono stati privati della loro infanzia: 1 bambino su 5 ha perso un familiare o una persona cara, con una sofferenza che ne sconvolge ogni aspetto dell’infanzia. A causa delle violenze, più di 9,4 milioni di persone sono in fuga, in maggioranza madri e bambini: più di 3,6 milioni gli sfollati nel paese e 5,7 milioni i rifugiati in quelli d’arrivo, in quella che in Europa è la crisi dei rifugiati in più rapida crescita dalla Seconda Guerra Mondiale. Niente è risparmiato dagli attacchi: ospedali, maternità, pediatrie, scuole ed orfanotrofi sono sotto il fuoco delle armi pesanti, insieme a case, rifugi e infrastrutture essenziali. Gravi le violazioni del diritto internazionale umanitario segnalate contro i civili, tra cui donne e bambini, con pesanti ricadute in termini di salute mentale. I bambini sono le prime vittime: almeno 3.056 i bambini uccisi o feriti dall’inizio della guerra in Ucraina, con il numero reale probabilmente molto più alto. Il confinamento nei rifugi e le condizioni di sfollamento aggravano i rischi di epidemie di morbillo, polio, colera e altre malattie infettive, la fuga dalle zone di conflitto espone i bambini a pericoli crescenti di mine ed ordigni esplosivi.
Quali sono state le principali novità nell’anno che sta per concludersi nel vostro Comitato Provinciale?
Innanzitutto, con nostra grande soddisfazione, le Scuole dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza nel nostro territorio sono quasi raddoppiate, passando da 8 a 14. Agli istituti comprensivi Manfredini e Giovanni Verga di Pontinia, oltre all’I.C. Giovanni XXIII di Monte San Biagio, l’I.C. Statale P. Mattei di Formia, l’I.C. Monda-Volpi di Cisterna e, infine, l’I.C. Da Vinci-Rodari, l’I.C. Giuseppe Giuliano e la scuola Madre Giulia Salzano, tutte di Latina, infatti, si sono aggiunti il liceo artistico Michelangelo Buonarroti e il liceo statale Alessandro Manzoni di Latina, insieme agli istituti comprensivi Carlo Pisacane di Ponza, A. Sebastiani Minturno-Spigno Saturnia, Giulio Cesare di Sabaudia e, infine, Frezzotti-Corradini di Latina. Un traguardo che non rappresenta un punto d’arrivo, bensì un obiettivo centrato, che fungerà da stimolo per continuare a monitorare le realtà educative e la tutela dei diritti, oltre a cogliere i bisogni educativi di bambine, bambini e adolescenti. Una Scuola dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, infatti, valorizza le diversità ed è attenta alle fragilità; i suoi alunni sono protagonisti, dialogano fra loro ed esprimono delle opinioni, si aiutano l’un l’altro e hanno l’insegnante come guida; ha degli spazi funzionali all’apprendimento, alla partecipazione; infine, collabora con le famiglie e crea una rete territoriale per favorire la partecipazione di bambine, bambini ed adolescenti. Tutte prerogative che vanta ciascuno di questi istituti superiori, entrati a far parte della grande famiglia Unicef grazie alla lungimiranza e all’attenzione dei loro dirigenti scolastici.
Cosa vi tenete stretto dell’anno che sta per concludersi, e a cosa aspirate in quello che sta per aprirsi?
Sicuramente ci teniamo stretto il nostro amato – e portato avanti ormai da anni – progetto “Adotta una Pigotta”, la speciale bambola di pezza Unicef che può donare ad un bambino la speranza di una vita migliore. Ogni Pigotta realizzata a mano, infatti, apre un cerchio di solidarietà che unisce chi ha realizzato la bambola, chi l’ha adottata e il bambino che, grazie all’Unicef, potrà ricevere un’adeguata nutrizione, giocare, andare a scuola e avere le giuste opportunità per il futuro. E poi il progetto Airone, che ha coinvolto diverse scuole della nostra provincia, con l’obiettivo di sviluppare un modello flessibile e personalizzato di intervento multidisciplinare a sostegno di ciascun orfano di crimine domestico, che possa garantire una modalità omogenea di intervento sui territori. In un laboratorio partecipativo di due ore, i nostri volontari si occupano dell’alfabetizzazione e della riconoscibilità delle emozioni, attraverso tutta una serie di attività, ma anche dei diritti dei bambini. E ancora, il progetto “La scuola in scatola”, per portare l’istruzione nelle zone di emergenza raccogliendo fondi attraverso eventi sparsi sul territorio. Ma quest’anno il nostro Comitato ha anche organizzato due grandi eventi, vale a dire la Festa della Sport e la Festa della Bonifica. Il primo sempre a supporto del progetto “La scuola in scatola”, in una prima edizione organizzata grazie al prezioso supporto dell’amministrazione comunale e del sindaco Matilde Celentano, sempre attenta ai progetti Unicef, e della consigliera comunale con delega ai rapporti con l’Unicef Valentina Colonna. Il secondo, invece, nell’ambito della settimana nazionale della bonifica, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Lazio Sud-Ovest con cui collaboriamo già da due anni, avviando nelle scuole un progetto congiunto sulla gestione consapevole dell’acqua, insieme per informare i giovani e sensibilizzarli alla cultura del territorio in cui vivono, attraverso lezioni frontali in classe e concludendo con la visita agli impianti idrovori. E poi, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il talk che si è tenuto con i ragazzi dell’I.I.S. San Benedetto – Einaudi – Mattei di Latina, in collaborazione con l’I.I.S. Vittorio Veneto – Salvemini, in presenza del portavoce di Unicef Italia Andrea Iacomini. Infine, è stato rinnovato l’appuntamento con il Concerto di Natale per l’Unicef, con la terza edizione in programma venerdì 7 dicembre, alle 20:30, presso il Teatro D’Annunzio di Latina, il cui ricavato verrà devoluto all’Unicef per emergenze in zone di guerra. Un evento, inserito nel Natale di Latina e per la prima volta nella stagione teatrale 2025/26, che vedrà bambini e ragazzi portatori di un messaggio di condanna alla violenza e a tutte le guerre grazie alla musica e alla danza moderna. Alla fine del concerto, infine, anche quest’anno verranno ripercorsi sul palco i momenti più significativi dell’attività del comitato provinciale nel 2025, i cui protagonisti saranno presenti in sala. Non solo, perchè per la prima volta anche il nostro Comitato Provinciale parteciperà ad una vera e propria tradizione di Unicef, vale a dire il calendario dei “Diritti dei Bambini”, realizzati dai ragazzi delle Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del nostro territorio. I disegni più belli che vinceranno il concorso, infatti, troveranno spazio sul calendario, e verranno premiati la sera del 7 dicembre durante il nostro spettacolo natalizio. Per quanto riguarda il 2026, invece, come non citare la “Partita del Cuore”, in programma il prossimo 5 giugno allo stadio Domenico Francioni di Latina, dove scenderanno in campo la nazionale attori e una rappresentativa del comando provinciale dei vigili del fuoco di Latina. Anche in questo caso tutto il ricavato, ovviamente, sarà devoluto in beneficienza.
UNICEF
Telefono: 351.9425903
Email: comitato.latina@unicef.it
Sito web: www.unicef.it
Facebook: Comitato Provinciale di Latina per l’Unicef

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