Chi importa o reimmatricola in Italia un’auto usata proveniente dall’estero deve verificare con attenzione le emissioni
Una recente sentenza della Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Latina ha chiarito un punto importante per chi acquista auto provenienti dall’estero. Con la decisione n.1288/2025, depositata il 19 novembre, il giudice monocratico Costantino Ferrara ha stabilito che l’ecotassa è dovuta anche per i veicoli usati già immatricolati in un altro Paese e successivamente registrati in Italia, se superano i limiti di emissione di anidride carbonica previsti dalla legge. Il caso riguardava una contribuente che aveva ricevuto un avviso di accertamento dall’Agenzia delle Entrate di Latina per il mancato pagamento della cosiddetta ecotassa. L’auto, acquistata nel 2015 come veicolo usato, era stata originariamente immatricolata in Francia nel 2004 e successivamente immatricolata in Italia nel maggio 2019. Secondo la contribuente, l’imposta non sarebbe dovuta perché l’acquisto del veicolo era avvenuto molti anni prima dell’entrata in vigore della normativa sull’ecotassa, introdotta con la legge di bilancio 2019. A suo avviso, per far scattare l’obbligo di pagamento, acquisto e immatricolazione avrebbero dovuto avvenire nello stesso periodo.Di diverso avviso l’Agenzia delle Entrate, che ha sostenuto come, in base alla legge, sia sufficiente la nuova immatricolazione in Italia di un veicolo già registrato all’estero, se questo supera determinate soglie di emissioni inquinanti. Il giudice ha dato ragione all’Ente Impositore respingendo il ricorso della contribuente. La sentenza chiarisce che la legge distingue tra veicoli nuovi e veicoli già immatricolati all’estero: per questi ultimi, l’ecotassa è comunque dovuta al momento della prima immatricolazione in Italia, indipendentemente dall’anno di acquisto, purché il veicolo superi i limiti di emissioni di CO₂ previsti. La norma mira a colpire anche l’ingresso nel nostro Paese di auto usate particolarmente inquinanti. La decisione offre così un’indicazione pratica molto chiara per i cittadini: chi importa o reimmatricola in Italia un’auto usata proveniente dall’estero deve verificare con attenzione le emissioni del veicolo, perché l’ecotassa può essere richiesta anche a distanza di anni dall’acquisto. Non conta quando l’auto è stata comprata, ma il momento in cui viene immatricolata in Italia. Informarsi prima su questi aspetti può evitare accertamenti e richieste di pagamento inattese.
Costantino Ferrara
Vice Presidente
Corte di Giustizia Tributaria
Latina e Roma



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