Come distinguerlo in base ai colori

Quando dallo scarico dei veicoli fuoriesce del fumo non è mai positivo. Che siano bianche, blu, nere o grigie, le varie sfumature di colore possono avere cause diverse e segnalare quindi problemi differenti. Saperle interpretare è importante, può aiutare a capire cosa sta succedendo ed evitare guasti ben più gravi. Di seguito una rapida guida per poter leggere i “segnali di fumo” del nostro veicolo.

Fumo bianco: la fuoriuscita del fumo bianco dalla marmitta indica spesso la presenza di umidità, ovvero acqua nello scarico e nella camera di scoppio, pertanto, si è di fronte ad un fenomeno di condensa. È molto più facile riscontrare tale situazione in inverno, al mattino, quando l’auto è stata ferma tutta la notte. In questi casi, la situazione non è preoccupante, lo può diventare se il fumo bianco fuoriesce anche con temperature miti ed in qualsiasi momento della giornata. In genere, la parte manomessa è la guarnizione della testata del cilindro. Se l’auto non venisse immediatamente fatta controllare, si potrebbe generare anche una sorta di surriscaldamento. La procedura da seguire è molto semplice: è necessario spegnere il motore; poi controllare la pressione del tubo dell’acqua più grande: più è alta la pressione più è probabile andare incontro ad un problema del sistema di raffreddamento. Successivamente, è necessario porre fine alla fuoriuscita del fumo e far raffreddare il motore per far diminuire la pressione: quindi, aprire il coperchio di espansione con cautela perché il pericolo di ustione è molto alto. Controllare il livello del liquido refrigerante: in caso di perdite è importante ricaricare il refrigerante e far girare il motore con il radiatore aperto. Se il liquido reagisce creando delle bolle significa che la guarnizione della testata è danneggiata (la sostituzione può arrivare a costare fino a 1000 euro). Tuttavia, per chi dispone di veicoli diesel, il colore bianco può essere sinonimo di altre cause, ad esempio può essere generato da un pistone bloccato o dalla temperatura dei pistoni; da bulloni allentati della testa motore oppure dalla loro rottura; infine, da iniettori sporchi o usurati.

Fumo azzurro: fuoriesce quando c’è una cattiva combustione o troppo carburante. All’origine del problema potrebbero esserci fasce elastiche consumate o una tenuta non più perfetta degli organi della distribuzione o di un eventuale turbocompressore. In tutti i casi, con il passare dei chilometri, la lenta fuoriuscita di olio comporta il rischio che la lubrificazione diventi meno efficace, a discapito dell’integrità della meccanica. Inoltre, la presenza di fumo blu può essere dovuta a: 1) eccessiva aggiunta d’olio: in questo caso l’olio spinto fuori, attraverso il pistone nella camera di combustione, brucia formando un fumo azzurro. Per questo motivo, è bene controllare il livello dell’olio solo quando il motore si è raffreddato, così da verificare con attenzione se l’astina del livello è equilibrata o meno. 2) Guarnizione della testata danneggiata (per capirlo basta osservare l’olio, che dovrebbe presentarsi con una schiuma marrone-bianca). 3) Anello raschiaolio danneggiato (sarà opportuno recarsi in un’officina che effettuerà un test di compressione). 4) Guarnizioni dello stelo della valvola danneggiate: le guarnizioni servono per la sigillatura delle valvole, impedendo così l’entrata dell’olio nella camera di combustione. 

Fumo nero: un veicolo che fa fumo nero ha una miscela troppo ricca: in altre parole, brucia più carburante del dovuto. È un fenomeno che riguarda soprattutto i motori a gasolio, ma talvolta colpisce anche i propulsori a benzina. Le cause più probabili sono il filtro dell’aria o dell’olio sporco, livello dell’olio non sufficiente, un malfunzionamento dei sensori o un sistema di iniezione che richiede una messa a punto. Un motore che emette fumo nero consuma e inquina più di quanto dovrebbe. Meglio intervenire subito, per evitare che i problemi si estendano al filtro antiparticolato o alla valvola EGR. Se il fumo nero si manifesta a motore spento la causa può essere la valvola dell’aria, una condizione non grave, ma che non deve essere sottovalutata. Il fumo nero fuoriesce in particolar modo dalle macchine con motori diesel e significa semplicemente che la marmitta non è pulita (accumulo di fuliggine), così come l’impianto di alimentazione e di scarico. 

Fumo grigio

è quello più infido, il più difficile da interpretare. Pertanto, è più che mai consigliabile fare un controllo con l’ausilio di un occhio esperto per avere un quadro più preciso della situazione. Cause comuni del fumo grigio possono essere: 1) bruciatura di olio, il motivo più comune, in quanto l’olio sta entrando nella camera di combustione o nel sistema di scarico. 2) Fasce elastiche usurate, valvole difettose o problemi alla turbina. 3) Miscela aria-carburante errata: in auto a benzina, potrebbe significare che il motore sta usando troppo carburante. 4) Nei motori turbo, guarnizioni danneggiate possono far trafilare olio nel sistema di scarico. 5) Se il fumo fosse grigio-nero, potrebbe essere un segnale di FAP intasato o che sta cercando di rigenerarsi. 6) Valvola PCV difettosa: nei casi più rari, può causare fumo grigio reindirizzando gas e benzina nell’aspirazione. Come comportarsi in tali situazioni: controllare il livello dell’olio in quanto se troppo alto o basso, può causare fumo grigio. Prestare, infine, attenzione ai sintomi: perdita di potenza, odore forte o fumo denso e continuo. In tali casi è consigliabile chiamare un carro attrezzi.

Diego Rocci