Guida per la ricarica
Per chi è abituato a fare un pieno di benzina in pochi minuti, la ricarica di un’auto elettrica può rappresentare una grande novità, mentre i tempi più lunghi e le tecnologie diverse possono anche scoraggiare l’acquisto di un veicolo di questo tipo. Di seguito una serie di consigli utili per dissipare i dubbi dei neofiti alle prese con la ricarica a casa o alla colonnina.
Le app
Le app per la ricarica delle auto elettriche servono non solo a localizzare le colonnine e verificarne la disponibilità, ma anche per avviare la ricarica e pagare il rifornimento. Ogni operatore ha la sua applicazione. Molte app propongono degli abbonamenti per chi fa molti chilometri e quasi tutte offrono la possibilità di richiedere una card associata al proprio account. Questa card permette di attivare il rifornimento presso la colonnina semplicemente avvicinando la tessera ad essa, come una carta di credito. Le applicazioni hanno un’interfaccia che permette all’utente di monitorare la carica in tempo reale. Inoltre, molte di esse danno anche la possibilità di prenotare la colonnina dove si vuole effettuare la ricarica. Se ci sono più colonnine vicine dello stesso fornitore, ci si può aiutare con l’applicazione dedicata per scegliere quella giusta, cercando il codice di identificazione di quella selezionata. Successivamente sarà necessario premere sul proprio smartphone l’opzione “avvia ricarica” e la colonnina verrà sbloccata automaticamente. A questo punto basterà collegare il cavo di ricarica con l’auto e assicurarsi che tutto funzioni correttamente.
Tipologie di cavi
Prima di mettersi al volante bisogna controllare di avere i cavi necessari per la ricarica. Vi sono diverse tipologie: quello più comune per le colonnine in corrente alternata, che può essere utilizzato sia nelle colonnine pubbliche sia nella wallbox privata. Poi c’è il cavo domestico, quello che si attacca a una normale presa di corrente casalinga. In questo caso la ricarica è molto più lenta. Infine il cavo che si usa esclusivamente con le colonnine veloci. Le colonnine in corrente alternata sono più diffuse, più economiche e vanno bene per ricariche lente. Le altre, invece, sono ideali nei viaggi lunghi o quando si ha fretta, ma sono più costose e meno diffuse: dipende, pertanto, dal contesto in cui ci si trova e dalle reali esigenze di ricarica.
Tempi di ricarica
Uno degli ostacoli principali per chi si avvicina al mondo dell’auto elettrica è quello di capire come si stimano i tempi e costi di ricarica. Ci sono due unità di misura: kW e kWh. I kW (chilowatt) indicano la potenza, cioè la velocità con cui l’energia viene trasferita alla batteria. Più kW ha la colonnina, più rapidamente si carica l’auto. I kWh (chilowattora), invece, misurano quanta energia può immagazzinare la batteria. Una batteria da 50 kWh può contenere 50 chilowattora di energia. Un esempio: se si collega un’auto con batteria da 50 kWh a una colonnina da 10 kW, in teoria ci vorranno circa 5 ore per una ricarica completa. In pratica, può essere necessario più tempo, perché la potenza effettiva può variare durante la ricarica e rallentare verso la fine. Inoltre, le colonnine non sono tutte uguali: da quelle più lente, come le prese domestiche dove servono molte ore per una ricarica completa, alle colonnine pubbliche da 22 kW; tuttavia, molte auto elettriche sono equipaggiate con caricatori di bordo che supportano potenze inferiori, spesso limitate a 11 kW. Questo significa che, anche collegandosi a una colonnina da 22 kW, l’auto ricaricherà alla velocità massima supportata dal proprio caricatore interno, ovvero da 11 kW. Le colonnine in corrente continua, invece, sono quelle rapide e ultrarapide: da 50 kW fino a 350 kW per i modelli più recenti. Sono i punti di ricarica ideali per chi effettua lunghi viaggi, perché permettono di recuperare diversi chilometri in pochi minuti, ma anche in questo caso, non tutte le auto supportano la ricarica ultrarapida.
Consigli pratici
-Non caricare fino al 100% per preservare meglio la batteria e anche perché, superata la soglia dell’80%, la ricarica rallenta notevolmente;
-Caricare nelle ore notturne quando possibile, dato che i costi dell’energia sono inferiori;
Infine, secondo uno studio irlandese, l’Italia si posiziona al settimo posto tra i Paesi più cari, con un costo medio di 0,31 euro a kWh e una spesa media di poco superiore ai 20 euro per una ricarica completa di energia. La ricarica domestica più cara è in Germania: completa costa circa 25,73 euro, equivalente a 7,06 euro per 100 km. Seguono Danimarca, Irlanda, Belgio. Quella più economica in Turchia: costa solo 4,05 euro, equivalente a 1,11 euro per 100 km. Seguono Georgia, Kosovo e Bosnia Erzegovina.
D.R.

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